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I 10 tipi di studente di Medicina

1. L’EMOFOBICO

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Può toccare cuori, cervelli, ossa, organi di vario tipo senza esprimere il minimo disagio, ma se gli metti in mano una provetta di sangue di pecora sviene. Letteralmente parlando, SVIENE. Tipico delle esercitazioni di Biochimica quando si centrifuga il sangue per separare il plasma dalla parte corpuscolata. Quante piastrelle del pavimento spaccate con capocciate all’indietro. Sono nella maggior parte dei casi di sesso femminile.

 

super-computer-nerd2. IL SECCHIA – “Zio, ci manca un giocatore per una partita di calcetto dalle 8 alle 9 sotto casa tua, vieni?” – “No guarda, devo studiare che ho l’esame a breve… non me la sento di rischiare” – “Mmm, capisco… che esame è?” – “Storia della Medicina” – “Vabbè dai, è tranquillo, che ti frega! Ma quando ce l’avresti, scusa?” – “Eh, fra due mesi e mezzo”. Mai più chiamato da nessuno. Capello unto come nella miglior tradizione della aglio olio & peperoncino, occhiali anticostituzionali e autismo strabordante. Perde tutti gli amici entro il primo semestre del primo anno.

 

3. IL LECCACULO

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Categoria presente un po’ dappertutto, ovviamente, il leccaculo in Medicina è colui che il giorno dell’esame più difficile dell’intero corso di laurea si presenta con un mazzo di fiori per la commissione. In reparto invece è il primo a seguire il primario in mezzo allo sciame di studenti nei meandri dell’ospedale, ridendo falsamente ad ogni squallida battuta del prof. A lezione fa sempre domande del cazzo, solo per farsi notare prendendo le veci del CURIOSO. All’esame, rigorosamente in camicia azzurra e Clarke beige, saluta i professori con sorriso, stretta di mano e bacetto. Te possino.

 

11176275_1440565272908483_79138391_n4. IL SELFIE-ADDICTED – In un giorno qualsiasi sulla bacheca di facebook, tra post anonimi e link qualsiasi, appare lui: camice verde, berretto verde, mascherina verde e occhi da fulminato. Apostrofa la foto con frasi del tipo “Oggi banale Duodenocefalopancreasectomia in elezione” quando non sa neanche cucire un bottone o tagliare un mandarino col coltello. Compito avuto in sala operatoria: ‘responsabile delle chiavi del bagno’. Confonde la testa coi piedi ma torna a casa fiero raccontando ai genitori del suo ruolo essenziale all’interno dell’equìpe chirurgica. Si addormenta a letto felice dei suoi 108 mi piace sotto la foto.

 

5. L’ASSIDUO – Molto simile al Leccaculo, tranne che per alcuni tratti (il leccaculo lo fa per il voto, l’assiduo lo fa per se stesso) l’assiduo è quel tipo di studente che trovi sempre in prima fila a prendere appunti e ad ascoltare la lezione, anche se le prof ripete palesemente ciò che è scritto sulle slides. Ma stai sicuro che lui è li davanti. Generalmente se ne frega di socializzare nelle ultime file: lui è lo studente modello e si deve distinguere.                                                                                       Scordatevi la sua firma. RACCOLTA-FIRME-RISONANZA-MAGNETICA-(1)

In quei rari casi in cui l’assiduo dovesse conservare qualche barlume di socializzazione, assumerà le sembianze del FALSARIO, colui che firma per mezzo corso. Generalmente coinvolto anche nel riciclaggio di nulla osta falsi, si dice sia un grande esperto di Photoshop.

 

Uomo-che-dorme6. L’ASSENTE – “Oh zio, oggi non vengo che ho la laurea del criceto… mi firmeresti? grazie”
Generalmente salvato ogni volta dal falsario, altrimenti non si sa come farebbe a sostenere gli esami se non fosse per lui, l’assente è il classico studente che a lezione non viene MAI, perchè tanto “I prof non sanno spiegare” oppure ha da fare a reparto e l’anestesista non da il via libera all’operazione se non c’è lui, oppure semplicemente non gli va di fare un cazzo. Generalmente FUORI CORSO di almeno 4 anni, al contrario dell’assiduo tipico, è un gran socializzatore: lo fa per istinto di sopravvivenza però, non per natura, altrimenti come farebbe a farsi firmare a ogni annata che frequenta?

 

7. L’ORGOGLIOSO

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Solitamente presente in mandria insieme ai suoi simili, l’orgoglioso è lo studente che usa la scusa del camice per fare il figo dentro il policlinico. Qualsiasi pretesto sarà buono: Pausa caffè? Va al bar in camice. Finito ambulatorio? Rimane in camice e se lo toglie solo dopo aver varcato la soglia dell’uscita. Deve andare a portare delle analisi o un referto in un altro reparto? Ci va in camice. Finito di fare le ADP coi suoi colleghi? Scende in camice e si fa un giro nelle biblioteche (sempre in camice), anche se non si deve fermare per studiare, giusto per far vedere ai suoi amici che lui è Medico veramente, che è uno che conta all’interno dell’Ospedale. E’ parente stretto del SELFIE-ADDICTED con cui condivide i mi piace su facebook.

 

lavoro-ingegnere-elettrotecnico8. IL TECNICO – Quante volte sarà capitato che il proiettore in aula non funzionasse, o che il computer non riuscisse a leggere la pennetta USB, o che il prof non sapesse collegare cavi e quant’altro? Quante volte la lezione è stata rimandata o è andata avanti senza l’ausilio delle diapositive? MAI. In ogni corso di laurea che si rispetti c’è sempre il Tecnico, il mancato ingegnere elettronico che in un battibaleno e con estrema nonchalance risolve il tutto facendo sfigurare il pluri-laureato prof di turno, suscitando anche una leggera frustrazione generale (ammettiamolo) per chi già pregustava l’idea di passare un’ora a toccarsi lo scroto. Molto spesso il tecnico si mimetizza con l’ASSIDUO o con il SECCHIA.

 

Senza titolo9. IL FATALISTA – Il fatalista è una categoria da evitare come la peste. Le sue prede sono i suoi amici/colleghi il giorno dell’esame: lui non vuole fare il medico in realtà, lui vuole solo seminare il panico, incutere terrore. Non si sa perchè, forse ha sofferto troppo negli esami precedenti, forse ha semplicemente mancanza di attenzioni e vuole in qualsiasi modo cambiare le carte in tavola, rendersi influente: il fatalista ama tirar fuori durante il ripasso generale, a pochi minuti dall’appello, le domande più bastarde fatte dai prof durante gli esami precedenti. Non importa se le domande sono recenti e realmente fatte, se erano state fatte 20 anni prima da un prof ormai in stato di mummificazione o se nemmeno esistono e sono solo voci di corridoio non confermate: lui le DEVE dire, si deve sentire importante, ha bisogno di tutti gli occhi (spalancati) addosso, sennò non è contento. Torna generalmente a casa bocciato per non aver saputo rispondere alla domanda “che cos’è il nucleo”.

 

15a10. LO SPERIMENTATORE – Lo abbiamo fatto TUTTI, non neghiamolo. Tutti abbiamo abusato di nonni, parenti, amici, zii, sconosciuti, per sperimentare le nostre conoscenze acquisite in questi anni di studio. Chi non ha mai preso il fonendo per la prima volta per auscultare il proprio battito cardiaco? Chi non ha mai preso il polso di un amico con la febbre per il puro gusto di sentirsi un po’ dottori? Chi non ha mai costretto la propria nonna ipertesa a sdraiarsi per provare lo sfigmomanometro nuovo di zecca? Chi non ha mai scaraventato il parente di turno sul divano a pancia all’aria con -18° per testare le proprie abilità percussorie? In fondo, chi più chi meno, siamo stati tutti degli sperimentatori, e tutti dobbiamo esserlo per esercitarci al meglio ogni giorno nella pratica di questa meravigliosa professione.